Non mi è mai capitato di vedere in un Ospedale le cicogne. Anche se dipinte sul soffitto.
O uno gnomo buffissimo alla parete.
Come si descrive un ospedale, l'Ospedale, grande quanto una città, come quello di Niguarda. Come si racconta un Reparto Maternità, con le panchine piene di nonni e sorelle e mamme, Non So Se Nasce Per Le 11, dice una nonna al telefono. Qui i miracoli della vita sono cosa di ogni giorno, qui la magia del venire al mondo è la quotidianità. C'è un'energia bella, c'è come un calore, non so come spiegarlo, c'è un bel sentire.
Letizia ci aspetta all'ingresso del Padiglione, ci condurrà dalla caposala Paola che si è così stupita di sapere di noi. Cose del genere non le fa nessuno, dice. Non è vero, le facciamo noi.
Siamo qui. Cuore di Maglia è qui. Anche qui.
Ed ogni volta è una specie di festa, un momento speciale, per come ci accolgono, per come ci abbracciano e sorridono le persone che lavorano qui. E che ringraziamo, con grande stima e ammirazione per la dolcezza, la professionalità, il calore.
Grazie a tutte le persone che stamattina abbiamo incontrato a Milano.
Grazie a tutte le persone che hanno lavorato a maglia i cappellini e le scarpine, che ho ragione di credere arrivino dal gruppo Cuore di Maglia dell'Unitre di Stradella (Pv)
E poi, ho qualcuno da presentarvi.
Una graziosa femminuccia, 700 grammi. Scarpine e cappellino rosa antico, con fiore in tinta, si sa, le bambine son vezzose.
Un piccolo guerriero, quasi un chilo.
A lui è stato regalato il set completo proveniente dal gruppo Ambroeus Girls di Milano Segrate, credo fatto da Luigia.
Tenerlo in braccio è come avere una nuvola, un concentrato di forza e tenerezza, un fiore, l'immagine propria e assoluta della Vita.
Eccoci qui. Pronte, prontissime per un'altra consegna. Felici e onorate di tutto ciò.